
Un Giardino intorno ad Ophelia – note rassegna
Le guerre ti segnano sempre. Come potrebbe essere altrimenti. Segnano sempre anche qualcosa: qualcosa che c’era prima e qualcosa che verrà. La guerra come occasione, come riscatto. La guerra come opportunità. La guerra come espediente per buttarti tutto alle spalle e poter dire: adesso è un mondo migliore. Ma ti accorgi che non sei più giovane, non hai le forze di prima e tutto sommato non è cambiato un granché. Perché la guerra non finisce mai. Allora la guerra ti segna, eccome. Segna le generazioni, proprio come al protagonista di questa storia. Alfredo. Con il suo bagaglio emotivo e consapevole ha ora davanti a sé un giovane, Bianchi, con gli occhi profondi e pieni di aspettative che nella guerra vede un’occasione per esprimere tutto il suo valore, un riscatto e un futuro pieno di opportunità. Alfredo sa già che cos’è la guerra, contrariamente al giovanissimo Bianchi. Alfredo sente la responsabilità nei confronti del giovane. Come un padre col proprio figlio lo protegge; e chi non lo farebbe? Quale padre non cercherebbe di far evitare qualcosa di pericoloso o che ti può segnare così come è successo al padre stesso? E’fargli del bene? Lo farà crescere? Privandolo delle esperienze che vuole fare faremo la cosa giusta? Anche se gli può costare la vita? La guerra è il contesto più estremo di un rapporto tra due generazioni messe a confronto e la grande guerra è stata la prima, a livello globale, che ha chiuso un mondo e ne ha aperto un altro nel quale le leadership mondiali hanno cambiato volto, protagonisti e continenti. Un mondo che ha visto sorgere la democrazia, gli stati di diritto e le carte costituzionali. Non ce ne sono stati più di conflitti? Gli stessi valori sopracitati non sono stati messi a rischio? Non subiscono attacchi ancora oggi? Non vengono messi in discussione? I valori sono mortali esattamente come tutti noi. E Alfredo? Quanto potrà proteggere il giovane Bia nchi? Qualunque cosa decida di fare, deve mettere in conto che qualcosa perde; perché fondamentalmente in guerra si perde. Adesso Alfredo, maestro di scuola e testimone di tutto questo, continua ad avere lo sguardo rivolto ai più giovani. Non gli resta altro che la lezione della guerra. Il protagonista della vicenda è proprio un insegnante, reduce di Guerra, che tiene una lezione sulla prima Guerra mondiale nelle scuole. Durante la narrazione, si perde nelle vicende belliche entrando in una visione più onirica ed evocativa, per poi ritrovarsi di fronte agli studenti, ai quali dona i suoi ricordi personali di Guerra. Insieme a lui cambia anche la scena.
La storia narra la toccante relazione paterna tra Alfredo e un giovanissimo soldato (Bianchi) partito volontario e intenzionato a cercare nella guerra un gesto eroico per portarsi a casa una medaglia e rendere orgogliosa la sua famiglia. Attorno ai due fa da sfondo la vita di trincea, la sfida delle pesantissime nevi, le richieste suicide che giungono dall’alto oltre il difficile compito, per Alfredo, di trattenere un giovane dal commettere azioni impulsive. Alfredo crede di proteggere il giovanissimo e avventato Bianchi, un po’ grassoccio e meno resistente di altri soldati, tenendolo al riparo, ma questo spingerà il ragazzo a ribellarsi e mettersi così ancora di più in pericolo. A quel punto Alfredo riflette sul suo ruolo paterno e crede di dover accontentare Bianchi dandogli l’incarico di portare i messaggi nelle prime linee, facendolo felice ma sottoponendolo a un grave rischio. La domanda che si pone Alfredo è fino a che punto possiamo proteggere un ragazzo quando è quasi un uomo da sé stesso e da ciò a cui vuole andare incontro inseguendo i suoi ideali e le sue scelte? Il testo prova a rievocareuna delle lezioni che Alfredo teneva agli studenti nelle scuole e poi si apre alla vicenda affondando direttamente nella storia.
Francesca Sangalli
FILIPPO GESSI REGISTA, ATTORE
Inizia il suo percorso artistico negli anni ’90 a Milano nel “Laboratorio dell’attore” diretto da Raul Manso. Si diploma alla “Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe” di Udine diretta da Claudio De Maglio. Frequenta corsi di specializzazione in biomeccanica teatrale dal training alla drammaturgia diretto dal Maestro Gennadi Bogdanov presso il CISBiT di Perugia. Consegue il diploma di alta formazione e specializzazione “L’Attore Europeo tra teatro danza e musica” presso Fondazione Teatro Due, Teatro Stabile di Parma. Frequenta diversi seminari e corsi di specializzazione con artisti della scena internazionale. Tra i diversi teatri e compagnie ha lavorato con: C.S.S. Teatro Stabile di Innovazione di Udine, Compagnia dei Borghi di Parma, Progetto U. R. T. Ovada (AL), il Teatro Stabile d’innovazione “Gioco Vita” di Piacenza, Fondazione Teatro Due- Teatro Stabile di Parma, Balletto Civile (SP). Officina Pasolini (Roma). Lavora, collaborando con teatri stabili, d’innovazione e per l’infanzia e teatri istituzionali con i quali ha interpretato ruoli in opere classiche. Ha vinto per due anni consecutivi il premio Giovani Realtà di Udine sezione giornalisti con la compagnia Giovio 15 della quale è stato co-fondatore con gli spettacoli “Macchia Nera” e “Midia” (l’uomo medio attraverso i media), premio Momix a Mulhouse (Francia) con Teatro Gioco Vita con “Una Topolino alle Mille Miglia”, premio A.N.C.T. per la poetica del linguaggio con Balletto Civile nel triennio “Corpo a corpo” in residenza al Teatro Due di Parma con gli spettacoli “Woyzeck”- ricavato dal vuoto-, “Il Sacro della Primavera” e “Paradise” e il premio Fersen per lo spettacolo con Speziani-Urselli, con i quali collabora a Milano, con lo spettacolo “Il Tiglio”-foto di famiglia senza madre-. Fonda a Reggio Calabria, insieme a Teresa Timpano, l’impresa di produzione teatrale “SCENA NUDA”(riconosciuta e finanziata dal MiC(FUS) e dalla Regione Calabria) di cui è vicepresidente, attore e drammaturgo.
FRANCESCA SANGALLI DRAMMATURGA
Diplomata presso l’Accademia Nico Pepe di Udine. Ottiene numerosi riconoscimenti nell’ambito della scrittura per il teatro, fiction e film d’animazione.I suoi testi sono stati rappresentati in molte stagioni teatrali: Teatro Elfo Puccini, Teatro Verdi, Teatro Out- Off, Spazio Banterle, Teatro della Cooperativa e prodotti e distribuiti in Italia da C.M.C. Nido di ragno, Teatro de gli Incamminati. In ambito cinematografico e televisivo è stata editor e sceneggiatrice con IIF di Fulvio Lucisano, Quadrio, La Buoncostume, Itv MOVIE per la trasmissione “Crozza nel paese delle Meraviglie”. I suoi libri sono pubblicati da De Agostini DeA planeta, Emmabooks, Fausto Lupetti Editore. Dal 2018 collabora anche con Mondadori e Salani. Particolare attenzione hanno avuto gli spettacoli “Midia” e “Mitigare il buio”, l’adattamento del romanzo “Le otto montagne” di Paolo Cognetti, diretto e prodotto da Marta Marangoni con la quale collabora stabilmente curando la drammaturgia degli spettacoli di Teatro Sociale. Infine, il ramificato progetto Lingua madre del Teatro LAC Lugano Arte Cultura, ideato da Carmelo Rifici e Paola Tripoli, di cui è stata membro della redazione e per il quale ha scritto numerosi contributi (Poesie anatomiche, Ipertesto, PNL e Mockumentary) ha vinto il premio speciale Ubu e Hystrio.
Vive e lavora a Milano dove è docente di storytelling e scrittura.
