FINALI DI SCENA 2021
Teatri in Città

Info, biglietti e prenotazioni obbligatorie
3429458761 (WhatsApp) –
info@abitoinscena.com

30 giugno ore 20.00
Teatro F. Stabile
Compagnia Abito in Scena
ENNE
radiodramma primo atto
con Monica Palese e Luca Morelli
registazione e missaggio di Olindo Linguerri
regia Leonardo Pietrafesa
biglietto + aperitivo in Centro

Enne come iniziale dell’autore delle storie proposte:un matrimonio,una coppia
” innamoratissima” si metterà a nudo svelandosi segreti e reciproci sgarbi,
ma è l’amore quello che conta…e la ricchezza.

2 luglio dalle ore 20.00
Teatro 2 Torri
IPOTETIKA
residenza e prove aperte

4 luglio dalle ore 10.30
Teatro Don Bosco
OPHELIA
residenza e prove aperte

5 luglio
ingresso ore 20.30
sipario ore 21.00
Teatro Piccolo Principe
Laboratorio Spazi Narranti
BASTA UN ATTIMO
con Nicola Cerminara,Angela Santina Colucci,Rinalda Fraternali Orcioni,Michele Malvinni, Marinetta Martucci,Stefania Presutto, Roberto Sabatino, Rossella Sagarese, Arianna Villamaina

Basta un attimo è l’esito del laboratorio Spazi Narranti, progetto che ha preso vita per raccontare e rivalutare, attraverso la contaminazione tra le arti ( teatro, musica, cinema), il quartiere di  S.Maria di Potenza.

Qui avrebbe dovuto svilupparsi  Ophelia, il progetto architettonico di un ospedale psichiatrico costruito a Potenza, in Basilicata,ideato da Giuseppe Quaroni e Marcello Piacentini nella prima decade del novecento. Il Progetto Ophelia di Quaroni e Piacentini era straordinariamente originale. Nessuno mai prima di allora aveva progettato un ospedale psichiatrico come questo nel Sud Italia. Originale nell’impostazione architettonica e nell’impianto urbanistico, la struttura manicomiale ideata era chiaramente incentrata su teorie psichiatriche innovative che privilegiavano stanze per malati, concepite quasi quali abitazioni, e spazi per lavori manuali (laboratori, colonia agricola) che potessero favorire il processo di riabilitazione. Quaroni e Piacentini optarono inoltre per la separazione dei vari tipi di pazienti in diversi padiglioni, ognuno dei quali circondato da floridi giardini e viali che avrebbero fornito il potere curativo della natura, quindi diversi giardini dove i pazienti si potessero “sentire” più liberi.

Lo spettacolo racconta la storia del quartiere attraverso la voce di nove personaggi, le cui storie sono in parte romanzate in parte aderenti alla realtà, voci di uomini  e donne che affrontano e attraversano i temi del ricordo, l’amore,la malattia mentale, la sofferenza e il coraggio.